Se per tutti è l’eterno ragazzo della musica italiana, un motivo ci sarà. E anche stavolta, nel nuovo giro d’Italia sui palchi dei palasport, Gianni Morandi conferma di esserlo a pieno titolo. Dopo la data zero di Conegliano, è partito ufficialmente dall’Unipol Forum di Assago (MI) il tour che celebra i 60 anni di C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, brano che non a caso apre la scaletta e che suona – purtroppo – più contemporaneo che mai.
“Allora la guerra di cui parlavamo era in Vietnam, ma oggi i focolai nel mondo sono sessanta”, ricorda con amarezza l’artista. A evidenziare come i tempi cambiano ma gli interessi dei potenti e l’animo umano, in fondo, restino invischiati sempre nello stesso male. Così quel ratatata martellante riecheggia con egual potenza anche se le armi sono diventate più subdole e silenziose. Un suono impresso a fuoco nelle coscienze e che, nella musica italiana, è inconfondibile inno alla pace.

Acclamato da un palazzetto sold out, Morandi trasporta il pubblico in uno spettacolo di oltre due ore in cui l’energia e i sentimenti non calano mai. Che si tratti dei brani più recenti – a partire dall’ultimo singolo Monghidoro – o dei pezzi storici (meraviglioso il set dedicato agli Anni Sessanta), Gianni mantiene il ritmo al massimo livello di coinvolgimento, riuscendo in qualcosa che spesso manca nei live di artisti delle nuove generazioni. Ovvero, far dimenticare il tempo che passa: sia quello di una sera, al polso, sia quello di una vita.
I decenni sono un po’ più di sei, è vero, ma non c’è età riascoltando Occhi di ragazza, La mia nemica amatissima, Varietà, Bella signora, Uno su mille. E ancora, tornando più indietro, La fisarmonica, Andavo a cento all’ora, In ginocchio da te o Fatti mandare dalla mamma: “ma devo cantarla ancora? A 81 anni?”, commenta ironico l’artista.
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Sarà anche per questa musica senza data di scadenza che il forum si riempie di giovani con genitori anziani, famiglie insieme a figli poco meno che adolescenti, coppie mature e compagnie di amici trenta-quarentenni. E nessuno, dico nessuno, che si lamenta di essere stato coinvolto per accompagnare qualcun altro (ah, quante volte altrove ho sentito gente sbuffare, “costretta” ad assistere a un live controvoglia…).
Ecco, da Morandi si avverte solo L’allegria (per usare un titolo della sua discografia recente) e l’emozione di ascoltare le canzoni di una vita. Le stesse che sappiamo tutti a memoria, quasi senza averne coscienza. Eppure sono lì, fisate nella mente, e quando partono le prime note ne conosciamo perfettamente il testo. Una magia.
I momenti top del concerto di Milano
La prima data milanese ha regalato, a sorpresa, due ospiti graditissimi che hanno aggiunto colore allo spettacolo. Il primo, in ordine di uscita, è stato Tredici Pietro, figlio di Gianni, che con papà ha portato sul palco la cover di Vita presentata anche all’ultimo Festival di Sanremo. Un momento di intimità famigliare arrivato a chiusura dell’emozionante omaggio a Lucio Dalla e a Bologna, che ha unito voci di oggi e voci di ieri in un abbraccio fisico e sentimentale. Tenero lo sguardo di Gianni nel guardare poi Pietro intonare la sua Uomo che cade, con cui ha debuttato all’Ariston.
Immancabile, come da promessa della vigilia – ce lo aveva raccontato qui Morandi – la presenza di Jovanotti che ha alzato la temperatura e fatto ballare anche i meno agili. Da spettatore del concerto che si è goduto in platea con la figlia Teresa, Lorenzo ha quindi duettato con il padrone di casa sulle note di Apri tutte le porte per poi esibirsi in Ragazzo fortunato.
Terzo momento top, come già accennato, è il medley dedicato agli Anni Sessanta supportato da una serie di immagini in bianco e nero dai varietà storici della tv. Un momento amarcord che racconta la televisione fatta da grandi nomi che entravano nelle case degli italiani con un garbo e una capacità visionaria assoluti. Sugli schermi scorrono esibizioni entrate negli annali, con un Gianni ragazzino insieme ai big dell’epoca. Compresa l’immensa Mina: “ero innamorato di lei, ora posso dirlo! Che grande artista”, confessa Morandi.

In due ore il saliscendi cronologico di C’era un ragazzo – Gianni Morandi Story va da Canzonissima ai social, per uno spaccato d’Italia che va ben oltre la musica. È cultura, è storia, è vita di un Paese che si è ricostruito dopo la guerra, alle prese con un linguaggio che continua a cambiare. Il racconto di un’Italia che alla fine siamo noi.
La scaletta di C’era un ragazzo – Gianni Morandi Story
- C’era un ragazzo
- Monghidoro
- Occhi di ragazza
- Se perdo anche te
- L’attrazione
- La mia nemica amatissima
- Futura – Piazza Grande
- Vita (con Tredici Pietro) + Uomo che cade
- Un mondo d’amore
- Grazie perché
- Bella signora
- Solo insieme saremo felici
- L’allegria
- Canzoni Stonate
- Varietà
- In amore
- Apri tutte le porte (con Jovanotti) + Ragazzo Fortunato
- Se non avessi più te
- MEDLEY anni ’60
Non son degno di te
Se puoi uscire la domenica
La fisarmonica
Go kart twist
Chimera
Andavo a cento all’ora
Tenerezza
In ginocchio da te
Belinda
Fatti mandare dalla mamma - Canzoni
- Uno su mille
- Scende la pioggia
- Banane e lampone
- Monghidoro
Il tour prosegue, dopo Milano, secondo il seguente calendario:
- 19 aprile – Torino, Inalpi Arena
- 21 aprile – Roma, Palazzo dello Sport
- 24 aprile – Casalecchio di Reno (BO), Unipol Arena
- 26 aprile – Firenze, Nelson Mandela Forum
- 28 aprile – Terni, Pala Terni
- 30 aprile – Montichiari (BS), Palageorge
- 02 maggio – Pesaro, Vitrifrigo Arena
- 04 maggio – Padova, Kioene Arena
- 06 maggio – Genova, Palateknochip
Foto live di Virginia Bettoja via ufficio stampa