È palpabile, al limite del contagioso, l’entusiasmo con cui Arisa racconta il suo ritorno in gara all’Ariston. Un appuntamento, quello con il Festival di Sanremo, che ha premiato l’artista con due vittorie, un secondo posto e una co-conduzione e svariate presenze nella serata cover. In questo 2026, è tempo di mettersi nuovamente in gioco, e Rosalba Pippa lo fa con Magica favola, brano scritto con Giuseppe Anastasi, Galeffi e i Mamakass.
Ancora una volta, al centro c’è l’amore ma in senso ampio, frutto di una ricerca durata anni e di una nuova centratura su se stessa, il proprio sentire e la riscoperta del sé bambina. “Si tratta di non poter cambiare ciò che siamo diventati, ma di imparare a prenderci più cura della nostra interiorità. E di quel bambino o quella bambina che a volte lasciamo in un angolo, e che invece ha bisogno di integrarsi con la nostra parte adulta”.
Qual è stato il percorso che hai affrontato per arriva a qui?
In questi anni mi sono resa conto di essermi concentrata moltissimo sulla ricerca dell’amore romantico. Questo mi ha portato via tanto tempo. Lavoro e ricerca dell’amore: per me la realizzazione era legata a entrambe le cose. Dopo tanti tentativi ho capito che, così facendo, avevo trascurato altro. Oggi sento che “l’arcobaleno” è dentro di me. Voglio vivere l’amore in modo più universale: dedicarmi di più agli amici, alla famiglia, a me stessa.
Hai sviluppato anche un nuovo concetto di felicità?
La felicità, per me, è la consapevolezza di non poter avere tutto. È smettere di inseguire continuamente mondi e situazioni che non sono alla tua portata. Ma per farlo devi prima capire chi sei. Ho fatto anni di analisi, mi sono guardata dentro a fondo, e mi sono concessa un periodo di solitudine. Ho 43 anni, ed è naturale che oggi abbia consapevolezze diverse.
Non credo di essere arrivata: sono ancora in cammino. Vorrei trovare il coraggio di esplorarmi fino in fondo e lasciare un segno autentico.
Pensi che in questo viaggio di riscoperta anche del tuo lato bambina abbia contato l’esperienza a The Voice Kids?
La mia parte bambina è sempre stata fondamentale per me. Più che altro programmi come The Voice Kids mi hanno dato la possibilità di farmi conoscere di più. Quando fai solo musica, magari non tutti si soffermano a osservarti davvero. In televisione, invece, ti esponi come persona. È un privilegio. Forse prima risultavo un po’ incomprensibile. Ora credo che abbiano capito che non sono poi così strana: sono molto normale. A volte noiosa, a volte un po’ matta, ma una persona come tutte le altre. Questa esperienza mi ha avvicinato molto al pubblico e ne sono grata.
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E racconterai questo percorso nel nuovo album, Foto mosse?
Sì, è un disco composto da tante “fotografie”. Sono ritratti sentimentali. Ma sono “mosse” perché i sentimenti cambiano, dipendono dal momento e dal punto di vista. Quando scrivi una canzone, fotografi un attimo della tua vita. Poi le cose cambiano, la vita sorprende sempre. Questo disco è il racconto reale di momenti che ho fermato attraverso le canzoni.
Ho lavorato all’intero album con i Mamakas, con cui collaboro da un paio d’anni. Abbiamo iniziato con Nuvole e poi abbiamo continuato insieme, coinvolgendo anche altri autori nella scrittura. È il primo disco in cui partecipo davvero in modo pieno alla scrittura, e in molti brani sono autrice da sola. Ho sempre scritto, ma pensavo che le mie canzoni non fossero all’altezza. Poi mi sono chiesta: all’altezza di cosa?
In questo lavoro ho avuto il coraggio di raccontarmi in modo estremamente onesto. Ho espresso anche la mia femminilità più scomoda, certi lati infantili, il legame con la mia terra — che per me è sempre salvifico. Ci saranno brani in cui magari vi chiederete: “Ma chi è questa?”. Sono sempre io. Ed è per questo che sono felice: forse questo disco è arrivato nel momento giusto.
Che Arisa vedremo sul palco?
In questi anni mi avete vista cambiare molto: look, sonorità, direzione artistica. Questa è una nuova fase, ma non è definitiva. È un percorso. Sul palco porterò questa felicità che oggi sento. Una felicità consapevole.
Dopo il festival, a maggio, Arisa sarà impegnata in due date speciali – ma se ne aggiungeranno altre – nei teatri con ARISA – LIVE PREMIÈRE
- 22 maggio – Roma, Teatro Brancaccio
- 29 maggio – Milano, Teatro Lirico
I biglietti sono disponibili su ticketone.it e i punti vendita abituali.
Foto ufficio stampa
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