Oltre 3.000 cortometraggi provenienti da 76 Paesi, dieci finalisti e una domanda sempre più centrale per il futuro dell’audiovisivo. Che cosa succede quando l’intelligenza artificiale entra davvero nel processo creativo? È attorno a questo interrogativo che si è sviluppata la terza edizione del Reply AI Film Festival, il concorso internazionale dedicato all’incontro tra cinema e AI.
A conquistare il primo premio è stato il regista canadese Robert Gaudette con A Face Only A Mother Could Love, premiato durante la cerimonia che si è svolta domenica 6 settembre a Venezia, negli spazi della Match Point Arena al Tennis Club Venezia del Lido, in concomitanza con l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale.
La vittoria di Robert Gaudette con A Face Only A Mother Could Love
Il cortometraggio vincitore racconta la storia di Marcel, ballerino parigino solitario, nato con una malformazione al viso. La sua esistenza, vissuta ai margini e segnata dall’isolamento, cambia quando una donna decide di avvicinarsi a lui, dando vita a un legame destinato a modificare profondamente il suo mondo.
Nel caso di A Face Only A Mother Could Love, l’intelligenza artificiale non è stata soltanto uno strumento estetico, ma la possibilità concreta di trasformare una sceneggiatura in immagini. Attraverso l’utilizzo di Grok, Nano Banana e Seedance, Gaudette ha potuto realizzare il progetto nonostante l’assenza di budget, cast e troupe.
“Questa vittoria significa davvero tanto per me e mi sorprende molto. Ho iniziato a lavorare a questo film per sperimentare. Avevo una storia che avevo scritto tempo fa. Quindi non avevo l’intenzione di presentare il corto ai festival cinematografici né pensavo di ottenere qualche tipo di successo.
Ricevere questo riconoscimento mi sembra davvero surreale. È come se avessi cambiato linea temporale o fossi finito nella vita di qualcun altro“, racconta Robert Gaudette.
Gabriele Salvatores e una giuria internazionale per il cinema del futuro
A guidare la giuria internazionale del Reply AI Film Festival 2026 è stato il regista Premio Oscar® Gabriele Salvatores, affiancato da Rob Minkoff, Catherine Hardwicke, Giacomo Mineo, Jed Weintrob, Jacopo Reale, Christina Lee Storm, Nils Hartmann, Brian Welk, Denise Negri, Filippo Rizzante e Guillem Martinez Roura.
Il loro compito è stato quello di individuare le opere capaci di distinguersi non solo per la qualità visiva, ma anche per l’originalità e per un utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale lungo l’intero processo creativo, dalla scrittura alla post-produzione.
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“Avrei premiato quasi tutti i corti presentati. Sono rimasto molto colpito dalla capacità di giovani registi e artisti di coniugare le idee e la poesia con la tecnologia. Sono venuto con un po’ di diffidenza ed esco con una speranza in più“, racconta il presidente di giuria Gabriele Salvatores.
Parole che fotografano bene uno dei temi emersi durante questa edizione: l’AI non più soltanto come elemento di curiosità tecnologica, ma come linguaggio con cui autori e artisti stanno iniziando a confrontarsi in modo sempre più articolato.
Gli altri vincitori del Reply AI Film Festival 2026
Il secondo premio è stato assegnato a Le Drip, degli americani Alex Naghavi ed Ezra Li, un cortometraggio animato che racconta l’ultimo giorno sulla Terra di un pesce attraverso immagini ispirate a dipinti a olio viventi e attraversati da dense pennellate in movimento.
Al terzo posto si è classificato Centenarian Kindergarten, realizzato dal collettivo cinese di visual artist 2xLabs. Il film immagina un futuro distopico ambientato nel 2090, in un mondo segnato dall’azzeramento delle nascite, dove quattro centenari cercano di fuggire da una struttura asettica governata da assistenti AI che impongono una felicità obbligatoria.
Tra i premi speciali, il Reply AI Studios Grand Prix è andato a Website dell’inglese Jiaze Li, riconosciuto per l’eccellenza nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale all’interno del processo creativo.
Lo stesso cortometraggio ha conquistato anche il Community Award, powered by WeShort, assegnato dal pubblico che nelle settimane precedenti alla cerimonia ha potuto vedere e votare online i dieci film finalisti.
Una menzione speciale è stata invece attribuita a The Child of the Sea dello spagnolo Ibai Abad, premiato per l’approccio sperimentale all’AI attraverso un workflow ibrido in cui l’intelligenza artificiale ha agito come assistente di produzione, contribuendo alla costruzione di un universo tattile ispirato alla stop-motion.
L’AI for Good Award, promosso insieme all’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU), è stato assegnato a 2xLabs per Centenarian Kindergarten, opera che ha saputo interpretare con particolare efficacia gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.
A Venezia anche il debutto di Labyrinth Reply
La giornata veneziana è stata anche l’occasione per presentare Labyrinth Reply, nuova company del Gruppo Reply dedicata alle produzioni cinematografiche e audiovisive AI generated, nata dall’integrazione delle competenze creative e produttive di Labyrinth Studio con l’ecosistema tecnologico di Reply.
Ad aprire la cerimonia sono stati due Music Interactive Movies, prodotti da OOVIE Studios in collaborazione con Labyrinth Reply: esperienze che hanno unito musica dal vivo, cinema e intelligenza artificiale.
La prima sessione ha proposto una nuova esecuzione del cortometraggio interattivo ispirato a Il Postino, già presentato al 2026 World AI Film Festival di Cannes e sviluppato a partire dalle musiche originali di Luis Bacalov. La seconda ha segnato invece la world première di Alberto e il mare, realizzato sulle musiche originali di Ennio Morricone per Malèna di Giuseppe Tornatore.
“Nei cortometraggi di quest’anno si vede un cambio di passo molto chiaro: non è cresciuta solo la qualità visiva, ma soprattutto la maturità con cui l’AI viene integrata nel processo creativo, attraverso workflow sempre più strutturati e ibridi. Labyrinth Reply nasce proprio da questa evoluzione: dall’incontro con il team vincitore dell’edizione 2025 abbiamo costruito una realtà dedicata al cinema e all’entertainment, capace di portare questi nuovi linguaggi e capacità produttive dentro progetti concreti”, commenta Filippo Rizzante, CTO di Reply.
Foto via ufficio stampa
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