“diṡincanto s. m. [der. di disincantare]. – Liberazione da, o cessazione di, uno stato d’incantesimo; condizione di chi è ormai privo d’illusioni”. Questa la definizione che si legge dal vocabolario Treccani cercando il lemma che Madame ha scelto come titolo del suo nuovo album. Esce, infatti, venerdì 17 aprile il terzo disco (Sugar Music) della cantautrice vicentina nato dal dubbio e dalla volontà di abitare le contraddizioni senza semplificarle.
Perché quello che ci canta Madame è che possiamo farci tutte le domande che vogliamo – come è giusto che sia – ma la svolta è accettare che non esistono verità assolute, né percorsi già scritti. Quello che conta è la possibilità – e forse la responsabilità – di costruire una propria visione.
Secondo questo punto di vista, dunque, il disincanto si fa momento necessario, passaggio doloroso ma fertile, in cui cadono le certezze e si apre lo spazio per una libertà più autentica. Anticipato dai singoli DISINCANTO, OK e ROSSO COME IL FANGO, il progetto raccoglie quattordici tracce che attraversano gli ultimi anni di Madame, tra rotture, consapevolezze e ricostruzioni.
Guardando a sé e al mondo attorno, Madame mette in discussione i modelli imposti – successo, felicità, riconoscimento – per iniziare a interrogarsi davvero.
Quando, nella tua testa, è nato Disincanto?
Disincanto è un titolo a cui ho pensato molto presto. In realtà, quasi sempre, quando lavoro a un disco –soprattutto se è un concept album, come questo prova a essere – parto proprio dal titolo. Eravamo io e Paola Zukar, la mia manager, al lago, vicino a casa sua, e le ho detto: “Sister, forse è un po’ presto… devo ancora fare il tour dell’amore, però credo di avere già il titolo del prossimo disco: Disincanto”.
Mi aspettavo mi dicesse che era presto, invece ha avuto una reazione super positiva. E in quella parola c’era qualcosa di magico fin da subito. Anche solo il suono, per me, è meraviglioso.
Cosa rappresenta questo titolo nella tua visione?
Per me il disincanto non è la disillusione nel senso più classico. È una presa di consapevolezza. È un modo nuovo di vivere la vita. Non è “fa tutto schifo”: è smettere di vivere seguendo istruzioni, smettere di replicare i percorsi degli altri e iniziare a costruirsi una strada propria, autonoma, personalizzata.
🔍 Cosmo presenta il nuovo album ‘La Fonte’: “Una forma di terapia”
È una distruzione consapevole di ciò che ti è stato insegnato per arrivare a una libertà mentale in cui anche ciò che “si fa così” può essere messo in discussione: magari io provo a farlo in un modo più mio. Detto questo, è anche una parola pesante. Non è leggera come “libertà”. Dentro il disincanto c’è anche dolore: il dolore della crescita, della fine dell’incanto, delle favole. È quel momento in cui entri nell’età adulta e in realtà non smetti mai davvero di entrarci.
Che Madame e che Francesca emerge dalle nuove tracce?
Dentro il disco ci sono sempre le mie – in questo caso – quattordici personalità. C’è sempre una traccia più “colorita”, come lo sono state CLITO e Sciccherie: in questo album è Puttana Svizzera. C’è un filo rosso tra tutti i dischi: intro molto forti, outro più intime, e una struttura che ritorna.
Pochi ospiti nel disco, tra cui Marracash. Come mai?
Diciamo che nel primo disco ce n’erano tanti, nel secondo nessuno. In questo terzo, la scelta è stata più mirata. Io scrivo sempre prima il pezzo e poi eventualmente penso a un featuring: non parto mai da un artista preciso. Per esempio, il brano con Marracash è nato così. Con Venerus – che ha prodotto gran parte del disco – abbiamo ripreso un ritornello che avevo scritto tempo prima su un pezzo molto rap e lo abbiamo trasformato con una produzione più istintiva, più “tamburo”, ispirata anche a certe cose di Michael Jackson.
Il pezzo si chiama Volevo capire: volevo capire quanto contano i soldi, chi sono, un sacco di cose. E quindi ho pensato: “Ok, Marra, tu che sei passato da tutto questo prima di me, dimmi come si vive”. Poi la verità è che… non si capisce davvero. E questo è il punto: il disco è pieno di domande aperte. Il disincanto è anche accettare che non esiste una risposta unica, ma solo risposte personali, che cambiano.
Ci sei tu ma anche c’è anche il mondo attorno.
Questo disco, in generale, è una riflessione molto aperta. Anche sul piano sociale. Io qui prendo posizione su diversi temi, soprattutto legati alla società e all’industria musicale. Non mi sono censurata: quello che dico nasce da esperienze reali. E spero che questo possa spingere anche chi ascolta a esprimersi di più, anche quando è scomodo o controcorrente. Per me disincanto è anche questo: parlare a carte scoperte.
Il disincanto è anche una forma di dubbio che io sento come un modo per mettersi in discussione. Qualcosa che fa male, ma fa bene: è così anche per te?
Io lo faccio da sempre: ormai è un’abitudine. E non mi spaventa più non avere una risposta definitiva. È proprio un’attitudine di vita. Anzi, secondo me la domanda giusta vale mille volte più della risposta giusta. E spesso le domande migliori sono le più semplici: “perché?”, “e quindi?”. Le domande smuovono il terreno. Sono piccoli terremoti. E io sono decisamente pro domande.
Dall’album Madame del 2021 a Disincanto, come ti senti cambiata?
Rispetto al primo disco, quello che è cambiato è soprattutto la consapevolezza. Riascoltandolo, sento tanto talento “grezzo”, anche nel modo di cantare, un po’ più istintivo, meno a fuoco. Prima mi affezionavo molto a quello che scrivevo e magari lo lasciavo anche se non era chiarissimo.
Oggi invece ho più chiaro cosa voglio dire: in questo disco non c’è una parola di troppo. È tutto più diretto, più centrato, pur mantenendo la mia poetica e l’emotività. Se il primo disco era una bellissima foto leggermente sfocata, questo è una foto a fuoco. Ho imparato a usare meglio la macchina fotografica, ecco.
La tracklist di Disincanto:
- DISINCANTO
- COME STAI
- VOLEVO CAPIRE (con Marracash)
- OK
- INVIDIOSA
- MAI PIÙ
- NO PRESSURE
- BESTIA
- PUTTANA SVIZZERA (con Nerissima Serpe, Papa V, 6occía)
- ROSSO COME IL FANGO
- NON MI TRADIRE
- ALLUCINAZIONI
- LA PERSONA PEGGIORE NEL MONDO
- GRAZIE
Gli appuntamenti instore e i live estivi
Madame incontrerà il suo pubblico in occasione di una serie di firmacopie che la porteranno in giro per l’Italia:
- 17 aprile – Milano, Mondadori Duomo (ore 17:30)
- 18 aprile – Torino, Feltrinelli Piazza CLN (ore 16:00)
- 19 aprile – Verona, Feltrinelli Via Quattro Spade (ore 16:00)
- 21 aprile – Firenze, Feltrinelli Piazza della Repubblica (ore 17:30)
- 22 aprile – Roma, Discoteca Laziale (ore 17:00)
- 23 aprile – Bologna, Feltrinelli Piazza di Porta Ravegnana (ore 17:30)
- 27 aprile – Bari, Feltrinelli Via Melo (ore 17:00)
- 28 aprile – Napoli, Mondadori Galleria Umberto (ore 16:00)
- 30 aprile – Genova, Mondadori Via XX Settembre (ore 17:00)
E sarà un’estate live per l’artista, che ha annunciato Madame Tour Estate 2026, con date nei principali festival italiani a partire dal 3 luglio. Questo il calendario:
- 3 luglio – Legnano (MI), Rugby Sound Festival
- 6 luglio – Collegno (TO), Flowers Festival
- 9 luglio – Genova, Live in Genova Festival
- 12 luglio – Cervere (CN), Anima Festival
- 14 luglio – Bergamo, NXT Festival
- 27 luglio – Villafranca (VR), Villafranca Festival
- 29 luglio – Udine, Udine Vola
- 3 agosto – Pescara, Zoo Music Fest
- 9 agosto – Cattolica (RN), Arena della Regina
- 11 agosto – Forte dei Marmi (LU), Villa Bertelli Live
- 12 agosto – Castiglioncello (LI), Festival
- 18 agosto – Alghero (SS), Alguer Summer Festival
- 23 agosto – Ostuni (BR), Arena Bianca
- 25 agosto – Barletta (BT), Fossato del Castello
- 2 settembre – Vicenza, Vicenza in Festival
- 4 settembre – Trento, Trento Live Fest
- 11 settembre – Palermo, Dream Pop Fest
- 13 settembre – Taormina (ME), Taormina Arte Festival
Foto di Leonardo Scotti via ufficio stampa