Dal 9 ottobre è disponibile per Warner Records / Warner Music Italy Dell’amore il fallimento e altri passi di danza”, il nuovo album di Levante che parte da un interrogativo. Che cosa succede quando si smette di cercare una definizione dell’amore e ci si comincia a interrogare sulle ragioni per cui le relazioni finiscono, vacillano o non riescono nemmeno a cominciare?
La risposta – o meglio il viaggio per cercarla – si muove in quindici tracce, attraversate da desiderio, nostalgia, perdita e incontri inattesi, compongono il racconto di un’indagine personale che guarda all’amore senza idealizzarlo, cercando di riconoscerne le contraddizioni e i meccanismi ricorrenti.
Il disco raccoglie e amplia il percorso avviato con i singoli Maimai, Niente da dire, Dell’amore il fallimento, Sono blu, Sei tu e Malìa, trasformandoli in un universo narrativo più ampio, nel quale la dimensione autobiografica si intreccia con una riflessione sulle relazioni e sulla conoscenza di sé.
“Non mi sono più chiesta cosa sia l’amore o dove vada a finire quando finisce -racconta Levante – Ho soltanto insistentemente chiesto a me stessa per quale motivo l’ho fatto fallire, tutte le volte in cui è fallito o non è mai iniziato. L’associazione del fallimento alla danza nasce dall’immaginare queste storie come passi a due, quadriglie, balli di gruppo. In fondo non è questo forse? Ritrovarsi, poi, a fare le solite mosse“.
Il titolo racchiude così il senso del progetto, non un tentativo di stabilire che cosa sia l’amore per tutti, ma un percorso per comprendere che cosa accade quando qualcosa, nella propria esperienza, smette di funzionare.
Levante e l’indagine sulle ragioni del fallimento
Nel raccontare la genesi dell’album, Levante riconduce questa ricerca anche a una fase della propria vita in cui ha sentito l’esigenza di guardare con maggiore lucidità alle relazioni. “Dell’amore ho parlato tante volte, però sempre analizzandolo da fuori e da dentro, con sentimenti di rancore, rabbia, delusione e dolore“.
La prospettiva cambia quando l’attenzione si sposta dai sentimenti alle dinamiche che tendono a ripetersi. “Da questa prospettiva, è come se avessi cercato di individuare, per ognuna di queste storie, il tema ricorrente, l’inghippo di sempre“.
A spingerla verso questa riflessione è anche il desiderio di interrompere un rapporto con l’amore segnato dalla sfiducia.
Perché adesso? Probabilmente perché mi sto avvicinando ai quarant’anni, felicemente. Meno male, siamo ancora qua! E mi ero anche un po’ stufata di vivere l’amore con questa sfiducia, senza capire neanche perché.
La ricerca, racconta la cantautrice, è passata inizialmente attraverso il pensiero di filosofi e intellettuali, per poi rivolgersi a professionisti della mente e a figure diverse, nella speranza di individuare una spiegazione. Nessuna risposta universale, però, si è rivelata sufficiente: la strada da percorrere era quella della propria esperienza.
“A un certo punto mi sono detta che era arrivato il momento di porre fine a questo disagio, di andare a vedere che cosa non andasse. Inizialmente sono andata a scomodare filosofi, intellettuali, persone molto più intelligenti e colte di me, e ce ne sono tantissime. Nessuna di loro è riuscita a darmi una risposta. Nessuna“.
Nel percorso riaffiora anche l’assenza paterna, un elemento che Levante riconosce come filo conduttore della propria produzione e della sua storia personale. Una presenza mancata che ha contribuito a orientare il suo modo di muoversi nelle relazioni, diventando parte di quella mappa interiore che l’album prova a rileggere.
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Il risultato, tuttavia, non viene presentato come una soluzione definitiva. “Una volta trovato l’inghippo, ho cercato di darmi una raddrizzata. Non è un disco di guarigione, è un disco di consapevolezza, anche perché non si tratta di una malattia. Non direi che è una malattia: è un modo di essere“.
Riconoscere alcuni meccanismi non significa cancellarli, ma imparare a comprenderli e a evitare che diventino fonte di sofferenza. È in questo passaggio che il disco trova uno dei suoi significati più personali: la consapevolezza non come punto d’arrivo, ma come possibilità di scegliere con maggiore lucidità.
Il colore di una trasformazione
Anche l’identità visiva di Dell’amore il fallimento e altri passi di danza segue questo percorso. L’arancione attraversa l’immaginario del progetto e ne diventa progressivamente il simbolo: un colore che richiama energia e creatività, ma anche allerta, protezione e trasformazione. “Nella scrittura e nella composizione dei brani del disco non sono stata guidata da un colore, almeno non da subito.
Col passare dei mesi ho compreso che era una luce arancione a lampeggiare sulle mie parole, come un semaforo che allerta, un salvagente in mezzo al mare, un giubbotto di salvataggio. In effetti l’arancione è un emblema di detenzione, avvertimento o protezione”.
È il colore dell’ascesa, della discesa e della combustione solare, un simbolo di maturazione e raccolto, della rugginosa luna autunnale, di assimilazione e realizzazione.
La stessa tonalità domina la copertina, che introduce un cambiamento nella rappresentazione di Levante. Per la prima volta, infatti, l’artista abbandona un’immagine solitaria per circondarsi delle persone che hanno preso parte alla nascita del progetto: amori, amici, collaboratori e compagni di viaggio. Una piramide umana, costruita attraverso pose ed equilibri che richiamano una danza, traduce visivamente l’idea di un movimento condiviso.
Sul piano musicale, l’album alterna scrittura cantautorale e pop contemporaneo, aperture elettroniche, passaggi più intimi e momenti ritmici. Al centro rimane la penna di Levante, che attraversa memoria, identità e ricerca di sé senza rinunciare alle diverse sfumature del proprio linguaggio.
Tra i brani che segnano maggiormente il percorso ci sono Abissale, che affonda nelle radici della storia personale della cantautrice, e Sono blu, un pezzo che ha richiesto un lavoro particolarmente lungo sul rapporto tra melodia, ritmo e parole.
Alla domanda su quale sia stato il brano più intenso e quale il più difficile da scrivere, Levante risponde: “Il brano più intenso è sicuramente Abissale. Il più difficile da scrivere è Sono blu. Quando ho iniziato a lavorare a Sono blu, partendo da quel riff, sapevo in che direzione avrei voluto portare il brano. Sapevo quali accenti volevo dare al testo, sapevo tutto di quel pezzo: era nella mia testa. Ma poi metterlo in pratica non è stato facile. Sono stata su Sono blu tantissimo tempo“.
La difficoltà, spiega, stava nel far combaciare tutti gli elementi del brano senza perdere il senso del testo. “Mi sono impegnata parecchio perché volevo che avesse quel ritmo, quella cadenza, che tutto entrasse nel modo giusto. Perché poi cosa succede? Io ho la melodia, ho il suono, gli accordi, il riff; provo la melodia e quindi devi infilarci le parole, che siano quelle giuste e che abbiano un senso rispetto al tema che stai affrontando. Questo mi ha un po’ messo in crisi“.
A metà del disco compare inoltre uno speciale cameo della figlia Alma Futura, la cui voce introduce una pausa emotiva nel racconto, creando uno spartiacque tra le diverse traiettorie dell’album.
La produzione è firmata ancora una volta da Antonio Filippelli e Gianmarco Manilardi, al fianco di Levante in un sodalizio artistico che dura da dieci anni. Il risultato è un lavoro stratificato, nel quale il fallimento non viene raccontato soltanto come una fine, ma come un’occasione per riconoscere ciò che si ripete e provare a cambiare passo.
Levante, gli appuntamenti dal vivo e gli instore
L’uscita di Dell’amore il fallimento e altri passi di danza sarà accompagnata da una serie di incontri con il pubblico e da due appuntamenti live a Milano. Gli instore, riuniti sotto il titolo Dell’amore parla Levante, saranno occasioni di confronto sul tema centrale del disco, attraverso domande e risposte con i presenti.
A novembre, invece, Levante porterà per la prima volta dal vivo le nuove canzoni alla Santeria Toscana 31 di Milano, in due concerti raccolti sotto il titolo Dell’amore live – One Venue Only, organizzati e prodotti da Vivo Concerti.
DELL’AMORE PARLA LEVANTE – Instore
- 9 ottobre 2026 – Milano, Feltrinelli, Piazza Piemonte 2/4 – ore 18.00
- 10 ottobre 2026 – Torino, Hiroshima Mon Amour (Reset Festival) – ore 18.00
- 12 ottobre 2026 – Roma, Feltrinelli, Via Appia Nuova 427 – ore 18.30
- 13 ottobre 2026 – Napoli, Feltrinelli, Via Santa Caterina a Chiaia 23 – ore 17.00
- 17 ottobre 2026 – Bologna, Feltrinelli, Galleria Acquaderni, Piazza di Porta Ravegnana 1 – ore 18.00
- 18 ottobre 2026 – Bari, Feltrinelli, Via Melo 119 – ore 17.00
- 19 ottobre 2026 – Catania, Feltrinelli, Via Etnea 283 – ore 18.00
- 20 ottobre 2026 – Palermo, Feltrinelli, Via Cavour 133 – ore 17.00
- 23 ottobre 2026 – Genova, Feltrinelli, Via Ceccardo Roccatagliata Ceccardi 16 – ore 18.00
DELL’AMORE LIVE – ONE VENUE ONLY
- 17 novembre 2026 – Milano, Santeria Toscana 31
- 22 novembre 2026 – Milano, Santeria Toscana 31
Informazioni sui concerti e biglietti sono disponibili sul sito ufficiale di Vivo Concerti.
Immagini da Ufficio Stampa
2 pensieri riguardo “Levante, “Dell’amore il fallimento e altri passi di danza”: «Non è un disco di guarigione ma di consapevolezza»”