Il giorno dopo il suo attesissimo debutto all’Ippodromo delle Capannelle per Rock in Roma, Emma affida ai social un flusso di pensieri e immagini emotive che raccontano la portata personale di una serata vissuta come un passaggio fondamentale della sua carriera.
L’artista è salita sul palco della capitale il 2 luglio per inaugurare il suo nuovo tour estivo, che segna segna l’inizio di una nuova fase live e la prima volta negli ippodromi. Ma è il giorno dopo, lontano dal palco, che Emma mette in parole ciò che quel concerto ha significato davvero.
Non credevo di vivere un sogno così grande. Non immaginavo sarei diventata importante. Mi sono guadagnata tutto col sudore sulla fronte.
Un racconto diretto, senza filtri, che ripercorre le origini e il peso del percorso fatto fino a qui. “Ho visto mia madre e mio padre fare sacrifici dal primo istante. il mio primo respiro. Ma fosse l’ultimo, non ho mai scordato chi sono“.
Nel suo messaggio Emma alterna fragilità e determinazione, consapevolezza e resistenza, ricordando anche le difficoltà incontrate lungo la strada: “La vita spesso mi ha remato contro. Ma nella storia non resta chi vince, ma chi continua la battaglia contro l’odio“.
Tra le righe emerge anche il rapporto con il pubblico e il senso di responsabilità che sente sul palco: “Io conosco il rispetto. Se cadi ti aspetto, se molli la presa ti afferro. Io non ti lascio“. E ancora, una riflessione sul valore stesso della musica: “La musica non salva le persone, però le fa sentire meno sole“.
Nel suo lungo messaggio, Emma racconta anche la pressione e il rumore che circondano il mondo dello spettacolo, scegliendo però di restare fedele a se stessa: “Forse sono nata per dare solo amore. Ho sostenuto tanti, in pochi mi hanno detto grazie. Ma non serbo rancore, che qui la vita è un attimo. Io voglio stare in pace con me stessa“.
E più ci provano a farmi del male, a farmi fallire,
più rinasco migliore. L’araba felice. Non mi frega un cazzo delle
vostre offese. Siete diavoli che bruciano dentro le chiese.
Nell’ultima storia, Emma prosegue:
Non fermarti, non fermarti.
Nella testa questa voce:
Emma, corri.
Non voltarti.
Porta il tuo dolore altrove.
Tutto passa.
Tra cielo e mare
c’è il male e il bene.
Gente che parla,
gente che balla,
il giornalaio di turno,
il discografico esperto.
Va tutto bene, sei in hype.
Musica plastica e vai.
Tutti fenomeni ormai,
pioggia di critiche online.
Ma preferisco la ferocia alla pietà.
In questo circo
pieno di chiagni e fotti
ho scelto la strada più lunga,
la salita più alta.
E non mi cambio la faccia,
non vendo l’anima all’asta.
Non mi interessa arrivare per prima,
che per piacere a tutti
poi perdiamo noi stessi,
cadiamo in mille pezzi.
Però io voglio che resti.
Cantiamo ancora una canzone insieme.
Facciamo la storia
solo se ci vogliamo bene.
Perché vi voglio bene.
Un debutto, quello di Rock in Roma, che si trasforma così in una dichiarazione d’identità artistica e personale, in cui il palco diventa non solo luogo di performance, ma spazio di verità condivisa.



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Foto via ufficio stampa