In queste ore Mahmood ha ben due motivi professionali per festeggiare. L’artista, infatti, è protagonista di un doppio successo che lo vede affermarsi sia nel mondo del cinema italiano sia sulla scena musicale internazionale.
Da una parte il prestigioso riconoscimento ai Nastri d’Argento 2026, dall’altra il sorprendente exploit in India con un brano diventato virale e capace di raggiungere milioni di ascoltatori. Ma andiamo con ordine
La canzone Le cose non dette, scritta e interpretata da Mahmood e prodotta da Paolo Buonvino, ha conquistato il Nastro d’Argento 2026 nella categoria Migliore Canzone Originale, nell’ambito dell’80ª edizione del premio assegnato dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani.
Il brano accompagna l’omonimo film diretto da Gabriele Muccino, uno dei titoli italiani più discussi della stagione cinematografica. Pubblicato lo scorso gennaio da Island Records/Universal Music, è stato concepito come un vero e proprio singolo originale, capace di dialogare con le atmosfere e le emozioni del film senza rinunciare all’identità artistica del cantautore.
Il fenomeno Mashooqa conquista l’India
Se il riconoscimento cinematografico conferma la versatilità artistica del cantautore, è sul fronte internazionale che Mahmood sta vivendo una delle sorprese più interessanti della sua carriera.
Con Mashooqa, brano realizzato insieme al produttore indiano Pritam per la colonna sonora del film Bollywood Cocktail 2, l’artista italiano ha ottenuto risultati straordinari nel mercato indiano.
La canzone, che fonde pop italiano e sonorità tipiche di Bollywood, vede Mahmood interpretare interamente le parti in lingua italiana, creando un incontro inedito tra due universi musicali molto diversi.
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E il successo non si è fatto attendere: il videoclip ufficiale ha superato i 30 milioni di visualizzazioni su YouTube, mentre sulle piattaforme digitali il brano ha accumulato milioni di stream contribuendo a portare l’artista oltre i 3,3 milioni di ascoltatori mensili su Spotify.
L’affermazione di Mashooqa rappresenta un caso più unico che raro per un artista italiano contemporaneo. Riuscire a entrare nel mercato musicale indiano, uno dei più grandi e competitivi al mondo, è infatti un traguardo che pochi musicisti italiani hanno raggiunto negli ultimi anni.
Foto da Ufficio Stampa