Briga, live speciale a Milano: “Difendo la mia libertà a denti stretti”

Quello di lunedì 4 maggio ai Magazzini Generali di Milano è stato, per Briga, un live speciale. Un concerto di prime volte: prima volta on stage da papà, con la piccola Allegra ad “ascoltarlo” dal camerino, e prima volta live proprio del brano dedicato alla figlia avuta dalla moglie Arianna Montefiori. Con il portato emotivo che tutto questo reca con sé.

E sotto il palco i fan storici, quelli di cui Mattia conosce i nomi e le storie, generazioni che dall’adolescenza sono arrivate all’età adulta. “Sono cresciuti con me, anzi siamo cresciuti assieme“, dirà a un certo punto dello show ringraziandoli di esserci “che siamo in mille, che siamo in quattrocento. Se guardi abbiamo le stesse molecole“, citando una delle sue canzoni più amate.

Ciò che arriva dritto e forte, senza cedimenti, da quel palco è la libertà creativa e di scelte che Briga difende, da sempre. Una coerenza di vita che l’essere un artista indipendente gli permette di mantenere in un sistema sovraffollato che troppo spesso premia numeri e non meriti. Le idee chiare, in fondo, Mattia le ha sempre avute e sarebbe stato facile, certo comodo, scendere a compromessi nel nome dell’onda da surfare sempre sulla cresta.

Invece no. Perché riconoscersi vale molto di più che essere riconosciuto. E poi qui volti sottopalco che diventano familiari raccontano una storia che non insegue mode o trend del momento ma trova connessioni che durano nel tempo. Oggi, forse, la cosa più rara quando ogni venerdì si annega tra le uscite musicali. Della musica di oggi e del periodo che sta vivendo, come artista e come uomo, abbiamo chiacchierato pochi minuti prima del concerto milanese.

L’intervista a Briga

Stai vivendo un periodo pieno di novità, direi speciale, sia a livello personale sia a livello artistico. Partiamo da quelle professionali?
Intanto siamo ai Magazzini Generali, a un anno dall’ultimo concerto, che è stato molto bello perché era da tanto che mancavo live a Milano. E adesso che ho ripreso il via sono molto felice di essere tornato qui.

Che rapporto hai con la platea milanese?
Molto bello perché, per me, Milano è un crocevia fondamentale per il mio lavoro ed è la seconda città, dopo Roma, dove io ho passato più tempo negli ultimi dieci, dodici anni. Quindi ho un rapporto bellissimo: è una città che a me piace molto e dove ho anche suonato di più dopo Roma.

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E poi, diciamo, c’è un altro aspetto personale che rende questa data un live speciale…
Quello assolutamente: è il primo live di mia figlia Allegra, che io e mia moglie abbiamo tanto desiderato. Sono felice di condividerlo con lei, con Ari, con tutta la mia famiglia che è qui, incluso Baires, il nostro cane, che non manca mai.

Rispetto al tour del 2025, come hai ripensato la scaletta di questa data?
È diversa perché c’è un disco in più rispetto al concerto milanese di un anno fa. Sentimenti, infatti, non era ancora uscito ed è un disco pensato in ottica radiofonica – per quanto non abbia avuto moltissima fortuna, ma non importa… – e per il live. Anzi, soprattutto per il live: per questo sono contento di poter suonare un sacco di pezzi di questo album. Ce ne sono una decina su dodici tracce: non mi era mai capitato.

L’ho detto alla band: mancano delle canzoni in scaletta che sono dei capisaldi della mia discografia. Mi dispiace, ma andando avanti con una carriera discografica non puoi fare 40 pezzi… qualcosa va tolto e ne sono contento anche perché, così, non mi siedo nella comfort zone.

Fra le tracce della setlist c’è Allegra, il brano dedicato alla tua bimba. Quando l’hai scritto?
Questo singolo ha una storia particolare, unica per quanto riguarda la mia discografia. L’ho scritto quattro, cinque volte e non mi piacevano mai… Continuavo a cestinare tutto fino a che non ho trovato la chiave giusta, che era buttarla su di me: cercavo sempre di impostare il punto di vista su Allegra, che però non avevo ancora tenuto tra le braccia. Quindi mi veniva da scrivere delle cose un po’ banali, se non trite e ritrite.

Ho deciso di cassare quelle versioni e finalmente ho trovato la chiave giusta, che era quella di volgere il racconto su di me, su quella che era la mia proiezione di ciò che avrei provato il giorno del parto.

Ed è andata come ti aspettavi?
Direi di sì… a parte il fatto che non m’hanno arrestato! (ride, ndr)

Sei uno dei pochi artisti che racconta la propria vita in maniera molto diretta nelle sue canzoni, tanto che vita personale, sentimenti – come il titolo del tuo ultimo album – e musica sono inscindibili. Ti sei mai sentito troppo esposto?
No, perché in realtà io difendo la mia libertà a denti stretti: per me è la cosa più importante. Per libertà intendo anche la privacy e io pubblico quello che voglio e, allo stesso modo, quello che non voglio pubblicare non lo pubblico. È lì, nel caso, che la tua libertà viene lesa: quando ti senti costretto a pubblicare dei contenuti perché la gente li vuole o perché te li chiedono.

Io sono uno che dice di no, proprio perché sono indipendente. Mi chiedono una cosa che non mi sta bene? Non la facciamo, oppure la facciamo nel modo che dico io. E il fatto che abbia messo il volto di mia figlia sui social è una mia decisione, considerando anche che poi la fisionomia dei neonati cambia in fretta e fra un anno sarà un’altra persona. Quindi mi sono sentito libero di farlo, anche perché dietro c’è una storia, un percorso che ci ha portato a realizzare il nostro desiderio: è un po’ come dire anche “ce l’abbiamo fatta”.

Che tipo di risposte hai ricevuto dalle persone che hanno ascoltato Allegra?
La canzone è piaciuta molto, soprattutto a chi non è mio fan, ed è una cosa di cui sono molto contento. Per esempio, su TikTok le neomamme pubblicano questa traccia nei video in cui escono dall’ospedale o dalla clinica con il bambino o la bambina in braccio. Mi piace il fatto che Allegra stia diventando una canzone per tutte quelle mamme che hanno desiderato tanto il loro figlio o la loro figlia.

Sei sempre molto attento anche ai nuovi talenti e ai giovanissimi. Che scena senti attorno?
C’è una saturazione enorme… non c’è più il senso della dignità e della preparazione. Quando ho iniziato io, per esempio, se dovevo cantare davanti ai più grandi e ai più affermati, finché non ero sicuro che le canzoni fossero buone avevo paura del loro giudizio. Adesso non è più così e, se da una parte è positivo, dall’altra dà spazio a un sacco di gente – anche sui social – che probabilmente non dovrebbe fare questo lavoro.

Siamo un Paese purtroppo alla deriva per tanti motivi e quindi nella società non c’è più amor proprio.

Forse manca anche la voglia di impegnarsi nel fare le cose bene…
Sì, la situazione è imbarazzante perché tu magari vedi tante persone che hanno successo e pensi di poterci provare, ma poi diventa un macello. Il problema nasce anche dal fatto che non facciamo un lavoro regolamentato da percorsi di studio che ti danno, come posso dire, un’autorizzazione. Se vuoi fare il medico, devi studiare e devi specializzarti. Per fare il cantante basta mettere un pezzo su Spotify per entrare nel mercato e non c’è nessuno che ti ferma. Nessuno che ti dice “guarda, ma che stai a fa’?”. Quindi è un lavoro accessibile a tutti, con i pro e i contro… ed è un problema perché, quando apri le gabbie, poi entra chiunque.

Ora, invece, che estate si prospetta?
Sicuramente sarà un’estate in cui dormirò poco, insieme ad Ari che è distrutta (sorride, ndr). Ho il tour estivo e il calendario è in costante aggiornamento: quando mi chiamano, bene o male ci sono. Nel complesso, è un periodo molto intenso, dove si lavora molto e dove ho bisogno di lavorare per mettere le basi per i miei progetti futuri.

In questo periodo sono nate altre canzoni?
Sì… diciamo che nel cassetto qualcosa c’è già e, in base a queste prime canzoni, posso cominciare a capire dove andare.

Guarda l’intervista video

La scaletta del concerto ai Magazzini Generali (4 maggio 2026)

  1. Sognatori
  2. Vieni con me
  3. Se ti dovessi incontrare
  4. L’amore è qua
  5. Il metodo migliore
  6. Allegra
  7. Che cosa ci siamo fatti
  8. Prima di dormire
  9. Baciami
  10. Le stesse molecole
  11. Medley Le solite canzoni + Binario 3 feat. lowlow
  12. Benvenuta
  13. Lunga Vita
  14. Ricorderai
  15. Ciao papà
  16. (Buonanotte Roma)
  17. Nessuna è più bella di te
  18. BIS Sei di mattina

Foto via ufficio stampa

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