Matilde

Il reset emotivo di MATILDE nel nuovo EP ‘REHAB’: il track by track dell’artista

Un album sul cambiamento. Così MATILDE definisce il suo nuovo progetto, l’EP Rehab, disponibile dal 19 dicembre per Columbia Records / Sony Music. Il disco comprende sei brani che segnano una fase di ripartenza artistica e personale, pensati come un vero e proprio percorso di reset, di ritorno all’essenziale e di riconnessione profonda con se stessi e con la natura.

Non a caso, come spiega la stessa giovane artista, il titolo richiama il concetto di recovery, “che per me è un concetto di pausa, di riassestamento e di riallineamento con se stessi. È come dire: stop, mi fermo, respiro e cerco di capire cosa mi fa bene, cosa non mi fa bene, chi voglio attorno e chi no. È, appunto, un riassestamento di tutto“.

All’interno dell’EP emergono riferimenti chiari alla Pachamama, alla madre terra e a una dimensione più semplice e primordiale dell’esistenza. La natura diventa rifugio, guida e spazio emotivo in cui ritrovare equilibrio, mentre il suono si muove con la stessa leggerezza: diretto, fluido, aperto alle contaminazioni.

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Il racconto track by track

  1. ODIO
    La prima traccia dell’EP si chiama ODIO. Dentro parlo dei “ragazzi del cielo”: è una metafora, un nome che do alle persone che vogliono fare qualcosa di diverso, che non sia il classico lavoro cinque giorni su sette, otto ore al giorno. Persone che cercano una strada alternativa, spesso più difficile, che si sentono andare contro, ma che hanno il bisogno e la forza di farlo e di andare avanti.
  2. GUAI
    La seconda traccia si chiama GUAI ed è un pezzo che ho scritto in un momento un po’ delicato: mi ero appena lasciata. Parla di una storia finita male, ma con una richiesta, in realtà, di tornare insieme. È comunque una canzone d’amore, molto sentita.
  3. PAPAYA
    Il terzo brano è il più leggero dell’EP. È un po’ scherzoso, un po’ una sfida. Anche qui c’è una storia d’amore, ma raccontata come un gioco: si cerca di avvicinare l’altra persona in modo più giocoso e ironico.
  4. DIOR
    Qui c’è l’immagine di me che mi addormento e faccio un sogno, e mi ritrovo in un posto fantastico dove tutto è leggero, tutto è bello. Sono allineata con la natura, sono radicata, sono viva, molto più viva e senza pensieri. È un brano con un forte legame con la natura.
  5. UNICA (feat. Germo67)
    La quinta traccia è un featuring con Germo 67, Stefano. Anche questa è una canzone su una storia d’amore finita, ma in cui si parla del bello, di quanto di buono questa persona abbia lasciato.
  6. FUORI POSTO
    L’ultima traccia è la mia storia. Parla di disagio, del non sentirsi mai nel posto giusto. Di quanto questa sensazione a volte sia più forte, a volte meno. Però nel ritornello c’è anche la parte positiva: anche se io sono così, non ho niente che non va. E quindi il messaggio è continuare a essere se stessi.

L’EP è stato anticipato dal singolo PAPAYA prodotto da Madfingerz e presentato in anteprima il 12 dicembre a Comete, in un live pensato come un momento di condivisione autentica, in cui MATILDE ha portato per la prima volta live i nuovi brani in una dimensione diretta e profondamente legata alla sua essenza artistica.

Accanto al lavoro in studio, l’acustico resta il cuore del mondo di MATILDE. Chitarra alla mano, l’artista ama reinterpretare i propri brani in versioni intime, condivise sui social e su TikTok, dove la sua voce si muove libera, senza filtri. È lì che prende forma un dialogo diretto e sincero con chi ascolta, capace di restituire tutta la delicatezza e la forza del suo percorso artistico.


Foto via ufficio stampa

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