Petit

Petit a Sanremo Giovani 2025 con il brano ‘Un bel casino’: l’intervista video

Dopo mesi di lavoro in studio e un percorso artistico in continua evoluzione, Petit è pronto a tornare con il suo nuovo singolo Un bel casino (21co Label / Atlantic Records), brano che gli è già valso l’accesso alla Semifnale di Sanremo Giovani 2025. Ballad viscerale e potente, scava nel caos emotivo di un amore che brucia e lascia segni.

Giovane artista che fa convivere in musica le proprie origini francesi e napoletane, Petit sta dimostrando una crescita importante come dimostra anche l’ultimo brano. Praticamente, un pezzo di vita. Ce lo racconta lo stesso Petit, che incontriamo all’indomani della sfida che lo ha visto superare il primo step verso Sarà Sanremo.

Tre domande a Petit

Come racconteresti il tuo brano?

Il brano è ispirato alla storia dei miei genitori: non capivo come fosse possibile che un amore così forte, così passionale, potesse avere dei litigi pesanti. Nella canzone io mi sono immedesimato in mio padre che, dopo il litigio, si rivolge a mia madre dicendole – soprattutto nello special –. Quando dico: “ascoltami, questa volta devo dirtelo, che stare insieme non è semplice, che se non fa soffrire non lo chiameresti amore”.

Per me questa è una frase molto importante della canzone che ne racchiude quasi tutto il significato. E poi appunto il significato sta proprio nel titolo: che l’amore è bello, ci fa stare bene, però è vero anche che ci incasina un po’ la vita. Ho iniziato a scriverla dopo il cambio che ho fatto a livello di musica, di testo, di suono. Volevo raccontare le cose che provavo, le cose che ho vissuto.

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L’obiettivo è che arrivino alle persone, che le persone si rispecchino in quello che scrivo. E quindi io sono partito con questo concetto iniziale: quello di arrivare alle persone. Quindi ho detto: “perché no? Perché non scrivere qualcosa che ho vissuto da fuori, diciamo, però alla fine in famiglia?”. E spero sia arrivato il concetto.

Come mai hai scelto proprio questo brano?

Perché lo sentivo forte. Non tanto a livello musicale, ma soprattutto per il testo: è qualcosa di vero. Penso che sia un brano che possa arrivare dentro proprio alle persone. C’erano anche altre opzioni e tutte erano valide ma sentivo che Un bel casino era quella giusta. mi rappresenta di più. Poi, ecco, le altre canzoni saranno quelle che magari usciranno tra un po’, chissà (sorride, ndr).

Come hai affrontato la prima esibizione a Sanremo Giovani?

Ero molto in ansia. Ero molto in ansia e già dal giorno prima dalle prove. Eh, ma sembrava la prima volta come il provino di amici 2 anni fa e anche la finale era un po’ la stessa emozione, forse anche peggio, perché poi è uno scontro diretto e non sai mai come può finire, soprattutto quando ho saputo eh di essere contro Mimi, che per me è un artista incredibile, una voce pazzesca. Lei personaggio bellissimo e molto in ansia, fortunatamente è andata bene.

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L’artista

Un bel casino arriva dopo una sequenza di singoli che hanno costruito il nuovo Petit del 2025. Tra questi MEZZANOTTE, prodotta da Dardust, un brano sospeso tra elettronica e archi che racconta un amore diviso tra desiderio e distanza. Poi VIVERE DA MORIRE, nata con i ROOM9, una ballad che indaga la memoria sentimentale. E ancora VITAMÌ, prodotta da Gianmarco Grande: energia, ritmo, reggaeton d’autore e la leggerezza di un’estate vissuta a pieni polmoni.

Senza dimenticare le hit datate 2024, MAMMAMÌ (platino) e LINGERIE, tasselli importante di un percorso sulla scia del primo EP con le tracce nate ad Amici23. Ora, il brano sanremese è il nuovo capitolo di una storia che Petit sta costruendo disco dopo disco, passo dopo passo. E la sensazione è chiara: tante novità devono ancora arrivare.

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